THINK WILSON

COS'È LA MALATTIA DI
WILSON?

La malattia di Wilson è una malattia genetica rara che porta all’accumulo di rame nel cervello, nel fegato e in altri tessuti e che richiede un trattamento a vita.3,5,6 Le mutazioni nel trasportatore del rame ATP7B provocano elevati livelli di rame che possono quindi causare una serie di conseguenze cliniche, tra cui:

  • Disfunzione epatica: riportata come manifestazione clinica iniziale in circa il 45% dei pazienti9,10
  • Disfunzione neurologica: riportata come manifestazione clinica iniziale in circa il 40–60% dei pazienti9,11
  • Manifestazioni psichiatriche: riportate nel 30–40% dei pazienti al momento della diagnosi12
  • Manifestazioni oftalmologiche: gli anelli di Kayser–Fleischer sono le più comuni e sono presenti nel 10-90% dei pazienti13







DISFUNZIONE EPATICA: RIPORTATA COME MANIFESTAZIONE CLINICA INIZIALE IN CIRCA IL 45% DEI PAZIENTI9,10

DISFUNZIONE NEUROLOGICA: RIPORTATA COME MANIFESTAZIONE CLINICA INIZIALE IN CIRCA IL 40-60% DEI PAZIENTI9,11

MANIFESTAZIONI PSICHIATRICHE: RIPORTATE NEL 30-40% DEI PAZIENTI AL MOMENTO DELLA DIAGNOSI12

MANIFESTAZIONI OFTALMOLOGICHE: GLI ANELLI DI KAYSER-FLEISCHER SONO LE PIÙ COMUNI E SONO PRESENTI NEL 10-90% DEI PAZIENTI13

High liver copper levels in Wilson’s disease
Brain MRI assessment
Psychiatric symptoms & manifestations of Wilson’s disease
Excess copper can cause amber eyes (Kayser Fleischer rings) in Wilson’s disease

IL METABOLISMO DEL RAME NELLA MALATTIA DI WILSON

Il rame è un oligoelemento essenziale coinvolto in un’ampia gamma di processi, tra cui l’ossidazione del ferro, la respirazione cellulare e la biosintesi dei neurotrasmettitori.14 Il rame libero può causare effetti tossici, pertanto la regolazione dell’equilibrio del rame nell’organismo è di vitale importanza.14

Il rame alimentare viene assorbito dall’intestino tenue prossimale e trasportato nel fegato.3 Il rame viene normalmente trasportato nel sangue in una varietà di forme:

  • La maggior quota di rame (65-71%) nel sangue è legata alla ceruloplasmina (una proteina coinvolta nel metabolismo del ferro)14
  • Una frazione minore si lega all’albumina (15-19%) o alla transcupreina (7-15%) durante il trasporto (quota denominata “rame scambiabile” o “labile”)14
  • Il rame “libero” rappresenta una frazione molto ridotta del rame nel sangue (<2-5%), e si ritiene che sia un eccesso di questa quota a provocare tossicità nella malattia di Wilson4,14

Per mantenere un normale equilibrio di rame, il rame in eccesso deve essere escreto. La via principale di escrezione del rame è quella biliare, che è mediata dal trasportatore del rame ATP7B.15,16 L’ATP7B svolge anche un ruolo nell’incorporazione del rame nell’apoceruloplasmina nel fegato per il trasporto in tutto l’organismo.3

Nella malattia di Wilson le mutazioni del gene ATP7B e la ridotta attività di ATP7B nel fegato causano una ridotta escrezione di rame nella bile e una ridotta sintesi di ceruloplasmina, con conseguente aumentata escrezione urinaria di rame in un tentativo di compensazione.13,16 Il rame si accumula e infine fuoriesce dal fegato depositandosi in altri organi e tessuti.3,15 Questo accumulo di rame libero tossico è la causa del danno cellulare e del fenotipo clinico della malattia di Wilson.3,15,16

PREVALENZA E GENETICA DELLA MALATTIA DI WILSON

Il confronto tra i dati di prevalenza epidemiologica e genetica per la malattia di Wilson indica che la malattia potrebbe essere sottodiagnosticata.5 A causa della natura rara della malattia, la reale prevalenza della malattia di Wilson non è nota. Storicamente, la prevalenza di diagnosi si attesta a 1 su 30.000 a livello mondiale.1,2,17 Tuttavia, recenti e ampi studi di popolazione stimano una prevalenza di 1 su 67.00018 in Francia e di 1 su 40.000 a Hong Kong.19 La prevalenza genetica di malattia alla nascita è stata invece stimata tra ~1:7.026 e ~1:20.000.6,20

Esistono numerose alterazioni genetiche associate alla malattia di Wilson.5 Secondo uno studio recente sono state identificate 782 varianti patogene del gene ATP7B.5 Sono state inoltre segnalate anche varianti genetiche di patogenicità incerta.5

Da un punto di vista clinico, nella malattia di Wilson vi è una scarsa correlazione genotipo-fenotipo.7,8 Differenze nel fenotipo tra pazienti con la stessa mutazione indicano che nei pazienti con malattia di Wilson gli esiti clinici sono probabilmente influenzati da fattori ambientali, con conseguente incapacità di predire in modo affidabile la gravità della malattia mediante test genetici.7 Inoltre, i pazienti con un’alterazione confermata del gene ATP7B possono risultare clinicamente asintomatici.5,6 Questo potrebbe dipendere dal fatto che il paziente si trova in fase pre-sintomatica oppure ha una variante non patogena di ATP7B.5,6

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